Art:3.3.4.5-Interventi sulle fondazioni



1. Gran parte degli edifici del centro antico di Pesaro possiede locali sotterranei che costituiscono spesso, in assenza di fondazioni vere e proprie, una base per il fabbricato in elevazione; ciò spiega la relativa assenza di problemi statici connessi alle fondazioni, nonostante il substrato non possieda qualità eccellenti. Laddove non siano presenti, esistono quasi sempre sottomurazioni di esiguo spessore. I problemi della parte fondale dell’edificio nascono invece dalla presenza di acque che in taluni casi giungono ad allagare i locali sotterranei ed inficiano la qualità della parte inferiore delle murature. Non appare diffusa la necessità di interventi di consolidamento delle strutture fondali, di per sé sufficienti, quanto di risanamento delle strutture con accorgimenti protettivi che garantiscano l’eliminazione dell’umidità e l’allontanamento delle acque non smaltite. Nei nuclei esterni, la presenza e la natura delle fondazioni dipende dalla natura del substrato: dove questo è prevalentemente roccioso mancano fondazioni vere e proprie, mentre dove è di diversa natura, le fondazioni sono analoghe a quelle del centro antico. Problemi di natura fondale si ravvisano in situazioni particolari, come pendii o ampliamenti del fabbricato originario. La maggiore parte degli edifici nelle aree agricole presenta fondazioni ridotte, talvolta inesistenti, specialmente dove si abbia un’architettura povera. L’assenza di fondazioni dà luogo a quadri fessurativi, specie nelle situazioni di pendio oppure in presenza di successivi ampliamenti.
In linea generale l’intervento sulle fondazioni dovrà mirare alla massima uniformità nelle condizioni d’appoggio, al fine di ottenere una distribuzione il più possibile uniforme delle pressioni di contatto. Di norma sono da privilegiare interventi di ampliamento della base fondale con parziale sottomurazione.